Tu chiamale se vuoi…

by progettouganda on September 2, 2011 » Add the first comment.

Sintetizzare il cumulo di emozioni che questo viaggio sta suscitando non è facile. Non è un viaggio come gli altri. Viaggiare per un paese così lontano, così differente, non esige solo disponibilità e pazienza ma – con tutta la buona volontà – bisogna trovare dei modi diversi di conoscere, di entrare in contatto. E su questo devo dire che questa esperienza è ben congegnata!
Le emozioni più forti nascono dal contatto con le persone, dalle danze e dai canti che ci offrono, dal salutarsi, dal toccarsi, dal guardarsi. Questo compensa molto l’impatto difficile: non è facile per noi accettare ad esempio che si viva in capanne, che l’acqua la si debba andare a prendere a chilometri di distanza, che i bambini abbiano vestiti laceri. Ma è l’Africa profonda! Bisogna guardare con altri occhi, bisogna uscire dai nostri schemi.
Mi rivedo a un tavolone, seduta con molte donne ugandesi e alcuni dei miei compagni, a costruire perline di carta. La mia insegnante si chiama Alice e fa ogni sforzo possibile per insegnare alle mie maldestre mani a “rollare” la carta su un ago. Anche se può pensare che io sia un disastro non lo dice, anzi mi incoraggia, trovando sempre migliore il mio lavoro e insegnandomi un sacco di frasi in acholi, che ovviamente dimentico subito. E queste donne ridono, sembrano felici e rilassate. Eppure dietro di loro ci sono storie terribili, di AIDS, di violenze, di vedovanza.

Al lavoro con le donne della cooperativa Wawoto Kacel

Al lavoro con le donne della cooperativa Wawoto Kacel


Poi c’è l’esperienza con i cooperanti, che in qualche modo sono i necessari mediatori culturali:
con grossa soddisfazione ho notato quanto la maggioranza sia ugandese, segno che molto è cambiato nella cooperazione internazionale. Toccante poi l’incontro con giovani e giovanissime italiane responsabili dei progetti (alcune con figli piccoli).
L’Africa poi riserva molte sorprese: dal parco naturale di Murchison Falls, alle discese sul Nilo, agli animali, e proprio in questi giorni le montagne, belle, imponenti.

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