Murchison Falls National Park

by progettouganda on June 20, 2011 » Add the first comment.

Il ristorante libanese di Gulu non è niente di che ma è interessante farsi raccontare dal proprietario, un giovane libanese appunto, la vita che ha fatto. Tutto tranne cucinare. La cosa ci lascia perplessi ma puntiamo tutto sulla fortuna. Traduttore per gli americani nella guerra in Iraq, negoziante a Dubai e in Sudan, noleggiatore di auto in Libano. E ora proto-ristoratore in Gulu, Nord Uganda. Ma forse è arrivarci che è più interessante: è notte e passiamo dalla parte del mercato di Gulu.
Troviamo bambini indaffarati a campare e coppie mano nella mano, abbracciati. È una sorpresa perché durante il giorno i generi sono ben separati e non dediti ad effusioni che esplicitano amore o minima considerazione per l’altro sesso. Al massimo pudiche strette di mano e gran sorrisi d’intesa.
John, il driver di AMREF, è un fulmine: la sera prima ci ha portato a Gulu da Pader velocissimo e ora in un’ora e mezza siamo dentro Murchison Falls National Park.
Per noi è la seconda volta ma per John e Lillian è la prima (no parole).
Elefanti, giraffe, facoceri, ogni tipo di antilope: attraversiamo il Nilo e andiamo a verificare l’ospitalità che accoglierà il gruppo dell’Associazione alla fine di agosto. Tanti i giovani, molti australiani e olandesi, nessun italiano tranne noi due. Ci domandiamo quali siano le strade inconsce del turismo. Perché gli italiani non sono qui? È una domanda retorica ovviamente. Se ce ne sarà qualcuno (l’Uganda per gli italiani è solo terra di guerre, bambini soldato o ebola…) sarà nel pieno periodo vacanziero casalingo dell’agosto.
Sistemazione informale ma decorosa, ambiente caldo e affabile. Ok, il posto va bene.
Escursione in barca lungo il Nilo (hippo, coccodrilli, ancora elefanti che si abbeverano, martin pescatore, aironi e aquile crestate), trek alle cascate Murchison, foto VR (vedi sezione del sito “visita virtuale”), audio e rientro.
Alla mattina ci sveglia il brucare di un gran erbivoro, lo si sente dal masticare: è un ippopotamo appena fuori dalla nostra bandas.
Buongiorno, ci hai svegliati, la tua colazione è troppo mattiniera!

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