Il progetto Trekking Uganda

Il progetto Trekking Uganda

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L’Uganda, la “perla d’Africa” è una nazione che ha vissuto nel corso della sua storia molti momenti tragici. Il paese è di fatto diviso in due: dopo gli anni bui delle dittature, dalla fine degli anni ’80 il centro e il sud hanno potuto avviare e consolidare un loro percorso di sviluppo, mentre lunghissimi anni di guerra, che si è trascinata fino al 2006, hanno messo in ginocchio il Nord, obbligando la popolazione ad abbandonare i villaggi e le città per rifugiarsi in campi profughi, ad affrontare le atrocità di una guerriglia disumana, a vivere il dramma dei bambini soldato. Si è fermato ogni tipo di attività economica, si è disgregata la struttura sociale. Per lungo tempo la sopravvivenza degli abitanti del Nord Uganda è dipesa in gran parte grazie dagli aiuti internazionali.

Tornata la pace, è arrivato il momento della ricostruzione. Uomini, donne e bambini sono a poco a poco tornati alle proprie case cercando di riprendere una vita normale, a coltivare la propria terra, a tentare di avviare proprie iniziative economiche. Un percorso non facile mancando risorse, formazione, strutture. Le generazioni più giovani, che sono oltre il 50% della popolazione, non hanno potuto confrontarsi con altro se non una condizione di emergenza. In questo territorio operano da anni organizzazioni internazionali, delle quali molte sono italiane, che stanno contribuendo – attraverso progetti di microcredito, formazione, sanità, costruzione di infrastrutture - a questa fase di rinascita.

Trekking Italia, grazie a Fondazioni4Africa, ha sviluppato un progetto di turismo lento, solidale: Trekking Uganda. Con la scelta del trekking, del viaggio a piedi, vogliamo portare le persone a scoprire questo stupendo paese ed avvicinarsi a questo lontano territorio con discrezione, con rispetto e spirito solidale, non per impartire lezioni o imporre modelli, ma per conoscerlo meglio e capire di più.

Scopo del progetto è realizzare una proposta continuativa di trekking e viaggi solidali, che attraversi l’Uganda favorendo a più livelli sia l’aspetto conoscitivo e solidale che quello economico e sociale, contribuendo in questo modo alla nascita di strutture, servizi e professionalità nuove, anche collaborando con associazioni locali già attive nell’offerta di turismo sostenibile. E lungo il nostro cammino, avremo soprattutto il modo di scoprire e conoscere il prezioso lavoro delle ONG impegnate nei loro importanti progetti di sviluppo con il contributo di Fondazioni4Africa.

Viaggiare è apertura sul mondo, camminare in un territorio è esperienza ravvicinata di luoghi e persone. Alcuni luoghi li conosciamo talvolta soltanto attraverso l’immagine patinata delle loro bellezze naturali oppure attraverso le immagini drammatiche che ci rimbalzano i giornali, e li percepiamo così in un’unica dimensione. Però quando ci andiamo, e non con gli occhi del turista frettoloso che a bordo di un mezzo trascorre rapidamente da un luogo all’altro, quando ci diamo il tempo di osservare e ascoltare, quando condividiamo cibo e case, la nostra percezione lascia il posto alla ricchezza della realtà.

 

Il sorriso dei bambini ugandesi

 

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UGANDA TREKKING PROJECT
Uganda, the “pearl of Africa”, is a country that has in the course of its history lived through many moments of tragedy. This country is divided in two parts: after the dark years of dictatorship, from the end of the 80s, the centre and the south of the country were able to begin and consolidate their own path of development, while very long years of war that went on until 2006 have brought the north to its knees, obliging people to leave their villages and their towns to take protection in refugees camps, to face the atrocities of inhuman warfare and to live through the drama of child soldiers. In Uganda, every kind of economic activity ceased and the social structure fragmented. For a long time, people’s survival in north Uganda has depended on international help.

When the peace returned, the moment of the reconstruction arrived. Men, women and children came back to their homes, trying to take up a normal life again, to till their own land and to begin their own economic activities. This has been difficult due to the lack of resources, training and infrastructure. Younger generations, which make up over 50% of the whole population, have not known anything else but emergency conditions. In this territory, international organisations, many of which are Italian, have been working for many years to contribute to the rebirth phase of this country through projects of microcredit, training, health projects and the building of infrastructure.

Trekking Italia, thanks to Fondazioni4Africa, has developed a project of slow and sustainable tourism: Trekking Uganda. With the choice of trekking, of travelling on foot, we wish to lead people to discover this wonderful land and to approach this faraway country with moderation, respect and the right spirit, in order to know it better and to understand it more, and not to teach lessons or to impose models.

The purpose of this project is to realise a continuative proposal of trekking and sustainable travel, to go through Uganda encouraging, at different levels, the knowledge, the social and economic aspects, giving a contribution for the establishment of social structures, services and new professional skills, through collaboration with local associations which already offer sustainable tourism. During our walks, we will above all discover and know the precious job of NGOs, engaged in their important projects of development with the contribution of Fondazioni4Africa.

Travelling necessitates an open view on the world, walking in a territory is an experience of close approach to places and people. Often we only know places through glossy images of their natural beauty or else through the dramatic images that we see in newspapers, and, so, we perceive them in a single dimension. But when we go to these places, without being a hurried tourist that quickly rushes from place to place, when we give ourselves time to observe and listen, when we share food and lodging, our original perception gives way to the richness of reality.